La Cupola

LA FABBRICA DEI TRATTORI: Dove la terra ha incontrato il mito
L'Ispirazione Visionaria: Da Detroit all'Emilia
Negli anni '30, Henry Ford commissionò l'architetto Albert Kahn per realizzare la Ford Rotunda, una maestosa struttura circolare a forma di ingranaggio tronco, pensata originariamente per l'Esposizione Universale di Chicago del 1933 e poi ricostruita a Dearborn. L'edificio, con la sua maestosa pianta circolare, l'imponente corte centrale e le linee pulite, divenne il simbolo globale dell'innovazione automobilistica americana e il secondo monumento più visitato negli Stati Uniti dell'epoca.
Tre decenni più tardi, nell'Emilia del boom economico, Ferruccio Lamborghini guardò proprio a quel modello di grandezza internazionale per dare una casa alla sua visione d'impresa. Quando nel 1960 progettò lo stabilimento di Pieve di Cento per la produzione di trattori e bruciatori, Ferruccio volle spezzare la monotonia dei classici capannoni rettangolari.
La Ford Rotunda di Dearborn (Detroit) e la Cupola di Pieve di Cento condividono un'idea rivoluzionaria di architettura industriale: trasformare il luogo di lavoro e di rappresentanza in un vero e proprio tempio della modernità, dove l'ingegneria e il design si fondono per celebrare il progresso.
Proprio come nella Rotunda di Detroit, dove il visitatore veniva accolto da una spaziosità solenne, la Cupola di Pieve di Cento fu concepita per stupire e ispirare. I 12 pilastri portanti disposti in cerchio non svolgevano soltanto un fondamentale ruolo statico, ma creavano uno spazio direzionale aperto, in cui l'ufficio R&D e la direzione di Ferruccio lavoravano a stretto contatto.

Dettagli Tecnici
L'attrezzeria sotto la cupola
Sotto la volta ribassata, ispirata alla Ford Rotunda, si apriva un ampio spazio quasi privo di colonne, illuminato dall'alto. Qui aveva sede l'attrezzeria, cuore tecnico della fabbrica, mentre al primo piano dell'ala sud-ovest si trovava l'ufficio personale di Ferruccio Lamborghini.

Non solo trattori
Qui batteva il cuore della divisione Bruciatori e Condizionatori, nata per espandere le attività aziendali nel settore del riscaldamento e della climatizzazione civile e industriale. In un'Italia in pieno boom economico che abbandonava il carbone per passare al gasolio e al gas, i bruciatori Lamborghini si distinsero subito per l'elevata affidabilità, l'efficienza bruciatore/caldaia e la facilità di manutenzione. I profitti generati da questa divisione furono enormi e fornirono a Ferruccio il capitale necessario per avviare la produzione di automobili.

Un reparto d'eccellenza
Un reparto d'eccellenza che ha gettato le basi per la modernizzazione della meccanizzazione agricola, lasciando un'eredità tecnica e concettuale che ha impresso un marchio indelebile nella storia dei trattori italiani. Molto prima che il design diventasse uno standard nel settore industriale, la R&D di Pieve di Cento lavorava sulle linee dei cofani, sulla leggibilità delle strumentazioni e sul comfort del guidatore nei campi. Ogni idea veniva disegnata sui banchi di lavoro a pochi passi dalle linee di montaggio, testata sul campo e subito affinata. La vicinanza tra la direzione di Ferruccio e i tecnici garantiva decisioni rapide ed esperimenti coraggiosi.

Il bozzetto della 350GT
In questi uffici dell'ala sud-ovest, sotto la diretta supervisione di Ferruccio Lamborghini, prendeva forma il futuro della meccanizzazione agricola. Sui banchi dei disegnatori vennero tracciati i primi bozzetti dei mitici trattori 1C e 2C: ma non solo... È qui che prese forma la genesi della 350 GTV (poi evoluta nella celebre 350 GT, la prima auto di serie della casa del Toro). Tra il rombo dei motori dei trattori e la maestria degli operai dell'epoca, i primi bozzetti, i telai e il leggendario motore V12 progettato da Giotto Bizzarrini trovarono qui il loro primo punto d'incontro e di assemblaggio.

Il Restauro (2024-2025)
Nel 2006 gran parte dello stabilimento originario viene demolita: la Cupola è l'unico edificio preservato. Tra il 2024 e il 2025 Eurotarget, sotto la guida di Stefano Chierici, promuove il salvataggio e il restauro totale dell'edificio, riaperto al pubblico il 31 maggio 2025. Il 3 giugno 2025 il Comune di Pieve di Cento proclama la Cupola “edificio di interesse per la comunità”.

Il nuovo spazio espositivo
Il progetto ridefinisce il concetto di spazio espositivo nel settore automotive, fondendo architettura contemporanea e funzionalità e mantenendo intatta la struttura fondante. Costruito sull'impianto originale, l'edificio conserva il progetto del 1960 e al tempo stesso lo rinnova. L'ingresso, caratterizzato da un portale giallo dal forte impatto visivo, è il nuovo simbolo d'accesso al luogo chiave dell'ex fabbrica.

Il nuovo progetto
Design e struttura
L'edificio circolare, con la sua ampia facciata vetrata, crea un dialogo costante tra interno ed esterno, sfruttando la luce naturale per enfatizzare le linee pulite e i materiali di pregio. Il portale giallo guida i visitatori in un ambiente sofisticato e tecnologico.
Un'esperienza immersiva
Lo spazio è organizzato su due livelli: il piano terra accoglie l'area espositiva, dove le vetture sono disposte in un ambiente arioso e fluido, con finiture minimal e arredi dal design industriale ed essenziale. La reception centrale, con un bancone curvilineo in effetto cemento e inserti naturali, crea un punto focale elegante e funzionale. Il soppalco ospita gli uffici, mentre al piano terra trovano posto le aree dedicate alla consulenza, che offrono privacy senza compromettere la continuità visiva.
Materiali e illuminazione
L'uso di vetro, metallo e legno crea un equilibrio tra tecnologia e calore, mentre l'illuminazione indiretta e le superfici riflettenti valorizzano il senso di profondità e spazialità. Il layout aperto e modulare è pensato per garantire flessibilità e un'esperienza immersiva e coinvolgente.
Pilastri Portanti High-Tech
La stabilità della Cupola si affida a pilastri verticali progettati per sopportare notevoli carichi d'inerzia e sollecitazioni meccaniche. Perciò, è stata adottata la Tecnologia di Raschiamento al Carbonio - i pilastri e le loro guide di interfaccia integrano un sistema avanzato di raschiamento a lame/cunei in composito di fibra di carbonio. Si ottiene un Assorbimento delle vibrazioni: La fibra di carbonio riduce drasticamente le micro-vibrazioni torsionali dell'edificio e dei macchinari industriali adiacenti.
